Altitudine
273 m s.l.m.
Coordinate
43° 40′ N
12° 31′ E

Altitudine
273 m s.l.m.
Coordinate
43° 40′ N
12° 31′ E
Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica (IAT)
c/o Palazzo Ducale
Corso Vittorio Emanuele II, 21
61049 Urbania (PU)
Orari
martedì – domenica
9:30 – 12:30 / 15:00 – 18:00
Tel.: +(39) 0722 313151
turismo@comune.urbania.pu.it
Comune di Urbania
Corso Vittorio Emanuele II, 21
61049 Urbania (PU)
Italy
Orari uffici
lunedì – venerdì 9:00 – 13:00
martedì e giovedì 15:00 – 17:00
Tel.: +(39) 0722 313111
www.comune.urbania.pu.it
comune.urbania@provincia.ps.it
comune.urbania@emarche.it (PEC)
Adagiata in un’ansa del fiume Metauro, Urbania sorge dove in epoca medievale esisteva Castel delle Ripe, distrutto nel XIII secolo durante le lotte tra guelfi e ghibellini. Il borgo fu ricostruito intorno al 1280 per volontà del vescovo Guglielmo Durante il Vecchio (Guillaume Durand), giurista e liturgista francese, e in suo onore prese il nome di Casteldurante. Entrata ben presto nell’orbita dei Montefeltro e poi dei Della Rovere, duchi di Urbino, divenne uno dei centri più vivaci del ducato: i duchi vi edificarono un elegante Palazzo Ducale affacciato sul fiume, con biblioteca e giardini pensili. Nel Rinascimento Casteldurante raggiunse fama europea per la produzione della maiolica: le sue botteghe realizzavano piatti istoriati, alberelli da farmacia e servizi decorati esportati in tutta Italia e oltralpe. Nel 1636 papa Urbano VIII Barberini elevò la località a città e sede vescovile, ribattezzandola Urbania in proprio onore. Con l’estinzione dei Della Rovere il territorio passò allo Stato della Chiesa, seguendone le sorti fino all’Unità d’Italia. Oltre alla ceramica, Urbania è celebre come la «città della Befana», che qui ha la sua casa e viene festeggiata ogni Epifania con una delle manifestazioni più note d’Italia. Il centro storico conserva ancora oggi l’impianto rinascimentale, tra portici, chiese e vicoli ricchi di storia, custodendo il fascino intatto di una piccola capitale di corte.
Il monumento simbolo è il Palazzo Ducale, residenza dei duchi di Urbino affacciata sul Metauro: ospita il Museo Civico, la Pinacoteca con dipinti e affreschi, la Biblioteca e l’Archivio storico, oltre a una raccolta di ceramiche e a mappe e globi seicenteschi. Da non perdere la suggestiva Chiesa dei Morti, con l’annesso «Cimitero delle Mummie»: dietro l’altare si conservano corpi naturalmente mummificati, rara e affascinante testimonianza di antiche pratiche di sepoltura. Merita una visita la Cattedrale di San Cristoforo, ricostruita in forme neoclassiche, insieme alle numerose chiese e confraternite del centro. Appena fuori dall’abitato, immerso nel verde lungo il fiume, sorge il Barco Ducale, tenuta di caccia dei duchi poi trasformata in convento. Passeggiando tra i vicoli si incontrano le botteghe dei ceramisti, eredi della tradizione della maiolica di Casteldurante, dove osservare l’antica tecnica del terzo fuoco. Da vedere anche il Museo di Storia dell’Agricoltura e dell’Artigianato e la Casa della Befana, amata dai più piccoli. Il ponte sul Metauro e le rive del fiume regalano scorci pittoreschi sul profilo della città, mentre a pochi chilometri si raggiungono Urbino, patrimonio UNESCO, e i borghi del Montefeltro, per un itinerario che unisce arte rinascimentale, tradizione artigiana e natura appenninica.
La cucina di Urbania è quella genuina dell’entroterra marchigiano, fatta di paste tirate a mano, carni, tartufi e prodotti del bosco. Tra i primi dominano i cappelletti in brodo, i passatelli, le tagliatelle e i maccheroncini conditi con ragù di carne o con il pregiato tartufo, che nelle valli del Metauro e del Catria si raccoglie in più varietà durante l’anno. Regina della tavola è la crescia sfogliata, sottile focaccia a più strati cotta sul testo e farcita con salumi, formaggi ed erbe di campo. Immancabili i salumi locali – prosciutto, salame, lonza e coppa – accompagnati dalla Casciotta d’Urbino DOP, delicato formaggio di pecora e vacca tipico della provincia. Non mancano funghi, castagne e legumi delle campagne circostanti. A dare carattere ai piatti è spesso il vino Bianchello del Metauro DOC, fresco bianco della valle, affiancato dai rossi dei Colli Pesaresi e, tra i sapori più curiosi, dal vino di visciole, dolce e profumato. Tra i dolci si gustano crostate di frutta e confetture, ciambelloni e biscotti della tradizione contadina. Completano la dispensa locale l’olio extravergine delle colline, il miele e le erbe spontanee, protagoniste di ricette semplici e stagionali, da gustare nelle trattorie del centro e negli agriturismi dei dintorni in un clima conviviale che è l’anima di questa terra tra Montefeltro e Appennino.