Stemma di Cantiano

Altitudine
360 m s.l.m.

Coordinate
43° 28′ N
12° 38′ E

Ufficio turistico

Ufficio Turismo e Cultura (c/o Comune di Cantiano)
Piazza Luceoli, 3 – 61044 Cantiano (PU)
Orari: dal lunedì al sabato 8:30–13:30
Tel.: 0721 789911
email comune.cantiano@provincia.ps.it
sito comune.cantiano.pu.it
Pro Loco Cantiano facebook.com/cantianoproloco

Comune

Comune di Cantiano
Piazza Luceoli, 3 – 61044 Cantiano (PU)
Orari: dal lunedì al sabato 8:30–13:30
Tel.: 0721 789911
email comune.cantiano@provincia.ps.it
PEC comune.cantiano@emarche.it
sito comune.cantiano.pu.it

Anche l'occhio vuole la sua parte

Dai uno sguardo a qualche foto della città

Cosa sapere

Adagiato a circa 360 metri di altitudine, ai piedi del massiccio del Monte Catria, nell'Appennino umbro-marchigiano, Cantiano è un borgo della provincia di Pesaro e Urbino insignito della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. La sua storia affonda le radici nell'antica Luceoli, importante centro di epoca romana e bizantina sorto lungo la Via Flaminia, la grande consolare voluta nel 220 a.C. da Caio Flaminio per collegare Roma a Rimini. Distrutta nel corso delle guerre altomedievali, secondo la tradizione nel 1137, la città spinse i suoi abitanti a raccogliersi poco distante attorno a un nuovo insediamento fortificato, difeso da possenti mura e da una torre angolare alta circa ventiquattro metri. Da quel nucleo prese forma il borgo medievale che ancora oggi si riconosce nei vicoli lastricati in pietra, negli scorci raccolti e nelle chiese antiche. Cantiano è però celebre soprattutto per la Turba, la sacra rappresentazione del Venerdì Santo che rievoca la Passione di Cristo: le sue origini risalgono ai movimenti penitenziali dei disciplinati di ispirazione francescana diffusisi tra Marche e Umbria nel Duecento, quando i pellegrini attraversavano la Flaminia intonando il Miserere. Dalla Compagnia dei Disciplinati di Santa Croce, divenuta nel 1427 Compagnia del Buon Gesù per volontà di san Bernardino da Siena, e poi dalla Società Turba nata nel 1938, deriva la manifestazione odierna, che trasforma l'intero paese in un grande palcoscenico a cielo aperto e coinvolge la comunità di generazione in generazione.

Cosa vedere

Il cuore di Cantiano è Piazza Luceoli, salotto del borgo su cui si affaccia la chiesa di San Nicolò, mentre tra i vicoli medievali di via Fiorucci si respira ancora l'atmosfera di un tempo. Tra gli edifici religiosi spicca la Collegiata di San Giovanni Battista, che custodisce dipinti di pregio tra cui una Madonna del Cardellino riferita alla bottega del Pinturicchio, accanto alla chiesa di Sant'Agostino. Merita una visita il Museo Geoterritoriale, che accompagna il visitatore nelle fasi di formazione della Terra attraverso la caratteristica successione stratigrafica umbro-marchigiana e dedica una sezione all'archeologia e alla Via Flaminia, con reperti legati all'antica strada consolare e la suggestiva ricostruzione di Ugo, il dinosauro che abitò questo territorio, riconosciuto dallo studio delle sue orme fossili. Di grande interesse è anche il recente Museo della Turba, che ripercorre la storia della sacra rappresentazione e della comunità che da secoli ne tramanda il rito. Poco fuori dall'abitato si trovano testimonianze romane come il Ponte Grosso sul fiume Burano, un ponte di quasi duemila anni ancora ben leggibile. Tutt'intorno si apre lo scenario naturale del Monte Catria, che sfiora i 1700 metri: pascoli, faggete e sentieri lo rendono meta ideale per escursioni a piedi, a cavallo o in mountain bike, mentre la frazione di Chiaserna, distesa alle sue pendici, fa da porta d'accesso alla montagna e ai suoi orizzonti ampi e silenziosi.

Cosa mangiare

La tavola di Cantiano racconta la sua montagna e i suoi boschi. Il prodotto più celebre è l'amarena, la piccola visciola selvatica ribattezzata l'oro rosso del borgo: un frutto simile alla ciliegia ma dal gusto più intenso e leggermente aspro, che dai primi del Novecento viene conservato nello sciroppo di zucchero secondo una tradizione che, si racconta, giunse persino sulle tavole della Casa Reale. Con le amarene si preparano confetture profumate e golose crostate, autentico simbolo della dolcezza locale. Non meno importanti sono i frutti dell'autunno: i marroni e le castagne che maturano nei castagneti alle falde del Monte Catria, protagonisti di caldarroste, farine e dolci come il castagnaccio, insieme ai funghi e al pregiato tartufo bianco della valle del Balbano, ingredienti preziosi che profumano i primi piatti e le tavole delle feste. La panificazione ha il suo emblema nel pane di Chiaserna, cotto nei forni a legna della piccola frazione montana e apprezzato per la crosta fragrante e la lunga conservazione, compagno ideale dei salumi e dei formaggi del territorio. A dissetare le giornate provvede anche la birra artigianale del Catria, nata all'ombra della montagna. Questi sapori si ritrovano nelle sagre e nelle fiere autunnali, come la storica Cantiano Fiera Cavalli, dove i prodotti della terra si intrecciano alle tradizioni pastorali, offrendo al visitatore un viaggio genuino nei gusti dell'Appennino umbro-marchigiano, tra memoria contadina e ospitalità sincera.

Come arrivare

  • Stazione ferroviaria più vicina: Fossato di Vico-Gubbio – ca. 30 km
  • Aeroporto più vicino: Ancona-Falconara (Aeroporto delle Marche) – ca. 85 km
  • Porto più vicino: Ancona – ca. 98 km
  • Borgo Bandiera Arancione più vicino: Frontone – ca. 10 km
  • Borgo Bandiera Arancione: Apecchio – ca. 19 km

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