Stemma di Montalto delle Marche

Altitudine
513 m s.l.m.

Coordinate
42° 59′ N
13° 36′ E

Ufficio turistico

Punto Informazioni Turistiche / Pro Loco Montalto
Piazza Sisto V – 63068 Montalto delle Marche (AP)
Orari (stagione turistica): mercoledì e giovedì 9:30–12:30, venerdì e sabato 16:00–19:00, domenica 11:00–12:30 e 15:30–19:00
Tel./WhatsApp: +39 331 9953625
email info@visitmontaltomarche.it
sito www.visitmontaltomarche.it

Comune

Comune di Montalto delle Marche
Piazza Umberto I, 12 – 63068 Montalto delle Marche (AP)
Orari: uffici comunali dal lunedì al venerdì 9:00–13:00; martedì e mercoledì anche 15:00–18:00
Tel.: +39 0736 828015
PEC com.montalto.ap@emarche.it
email comune@comune.montaltodellemarche.ap.it
sito www.comune.montaltodellemarche.ap.it

Anche l'occhio vuole la sua parte

Dai uno sguardo a qualche foto della città

Cosa sapere

Adagiata su un crinale dei colli piceni, a circa 513 metri sul livello del mare, Montalto delle Marche domina l'anfiteatro di valli che dall'Adriatico risale verso i Monti Sibillini, in provincia di Ascoli Piceno. Il suo territorio racconta una frequentazione antichissima, con tracce che risalgono al Neolitico e testimonianze lasciate dai Piceni e dai Romani; l'abitato prese forma nel primo Medioevo, quando il comune di Ascoli vi raccolse le genti dei castelli vicini distrutti dai Longobardi. La storia del borgo si intreccia pero soprattutto con la figura di Felice Peretti, il frate francescano di origini montaltesi che, salito al soglio pontificio nel 1585 con il nome di Sisto V, non dimentico mai quella che chiamava la sua patria dilettissima. Il papa la elevo al rango di citta e sede vescovile, facendone la capitale di un vasto Presidato che riuniva numerosi comuni, con un proprio governatore e persino la facolta di battere moneta; concesse esenzioni fiscali, liberta di commercio, il diritto di nominare il podesta e dono un prezioso reliquiario. Da quel legame nasce l'appellativo di citta sistina con cui ancora oggi il paese si presenta al viaggiatore. Perduti i privilegi tra Sette e Ottocento, Montalto conservo comunque un ruolo di rilievo nell'entroterra piceno, testimoniato dal suo aspetto raccolto e signorile. Nel 2025 il borgo ha ottenuto la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, riconoscimento riservato alle piccole localita dell'entroterra che uniscono qualita dell'accoglienza, cultura e cura del paesaggio.

Cosa vedere

Racchiuso entro le mura trecentesche e quattrocentesche, il centro storico di Montalto delle Marche si scopre passeggiando tra vicoli acciottolati, case in pietra e piazzette silenziose, dove ancora si aprono le antiche porte di accesso: Porta dei Leoni, Porta Marina e Porta Patrizia, affiancate da massicce torri poligonali. Cuore del borgo e la Basilica Concattedrale di Santa Maria Assunta, eretta nel 1589 per volonta di Sisto V, che con la sua mole ricorda il legame indissolubile tra il paese e il pontefice piceno. Proprio di fronte, nel Palazzo della Signora, ha sede il Museo Sistino Vescovile, scrigno di arte sacra dove si custodisce il celebre reliquiario a croce donato dal papa alla sua citta nel 1586, capolavoro di oreficeria. Poco distante, il Museo Archeologico raccoglie oltre tremila reperti che documentano la lunga vicenda del territorio, dai Piceni all'eta romana. Lungo le vie si allineano i palazzi delle antiche famiglie nobili, come Palazzo Sacconi, Palazzo Paradisi e Palazzo Pasqualini, testimoni di un passato colto e raffinato. Fuori dall'abitato merita una sosta il Convento delle Fratte, che la tradizione vuole fondato da San Francesco nel 1215 e impreziosito da affreschi di scuola giottesca, meta cara anche al giovane Felice Peretti. Da ogni scorcio, infine, lo sguardo si perde sui colli coltivati a vigneti e uliveti, con l'azzurro dell'Adriatico da un lato e il profilo dei Sibillini dall'altro, in un panorama che e esso stesso parte del patrimonio del borgo.

Cosa mangiare

La tavola di Montalto delle Marche racconta l'anima contadina e festosa del Piceno, dove i sapori dell'entroterra collinare incontrano quelli della vicina costa adriatica. Tra i primi trionfano i vincisgrassi, ricche lasagne al forno della tradizione marchigiana, accanto alle minestre di un tempo, alle bruschette e alle panzanelle preparate con il pane casereccio. Nei secondi ritornano i gesti della cucina povera: la trippa, la frittata con la mentuccia e il pollo arrosto co' lu pilotto, insaporito facendo colare su di esso una spessa fetta di lardo ardente. Regina indiscussa dei salumi e il ciauscolo, insaccato morbido e spalmabile che si offre all'ospite come segno di accoglienza, mentre l'olio extravergine e la salamora ascolana, ottenuta macerando nell'olio nuovo finocchio selvatico, scorze d'arancia e aglio, profumano le preparazioni autunnali. A completare il quadro sono i vini di queste colline, riparate dai Sibillini e accarezzate dalla brezza marina: il Rosso Piceno e il suo Superiore, i bianchi Falerio dei Colli Ascolani, Pecorino e Passerina, freschi e minerali. Immancabile, infine, il vino cotto, dolce nettare ottenuto dalla lenta cottura del mosto e conservato a lungo, che nelle sere d'estate si assapora da solo o in compagnia di piccoli dolci e di fette di pesca. Ogni assaggio, tra sagre di paese e antiche ricette di famiglia, diventa cosi un modo per conoscere da vicino la generosita e la memoria di questa terra sistina.

Come arrivare

  • Stazione ferroviaria più vicina: Cupra Marittima (linea adriatica) – ca. 21 km
  • Aeroporto più vicino: Aeroporto delle Marche (Ancona-Falconara) – ca. 90 km
  • Porto più vicino: San Benedetto del Tronto – ca. 29 km
  • Borgo Bandiera Arancione più vicino: Ripatransone – ca. 13 km
  • Borgo Bandiera Arancione: Monterubbiano – ca. 14 km

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