Stemma di Staffolo

Altitudine
442 m s.l.m.

Coordinate
43° 25′ 58.44″ N
13° 11′ 9.74″ E

Ufficio turistico

Via XX Settembre, 14
60039 Staffolo (AN)
Italy

Tel.: +(39) 0731.770418
Fax: +(39) 0731.770402

www.comune.staffolo.an.it
luca.toccafondo@alice.it

Referente
Luca TOCCAFONDO
Mob.: +(39) 339.7384680
luca.toccafondo@alice.it

Comune

via XX Settembre, 14
60039 Staffolo (AN)
Italy

Tel.: +(39) 0731.779218
Fax: +(39) 0731.770402

www.comune.staffolo.an.it
comune@comune.staffolo.an.it
comunestaffolo.an.sindaco@pa.postacertificata.gov

Anche l'occhio vuole la sua parte

Dai uno sguardo a qualche foto della città

Cosa sapere

Definito il “balcone della Vallesina”, Staffolo sorge su un colle panoramico nel cuore delle colline del Verdicchio, dominando la valle dell’Esino con lo sguardo che nelle giornate limpide spazia dai monti al mare. Di origine medievale, il borgo si sviluppò come castello fortificato e conserva ancora oggi buona parte della cinta muraria trecentesca, con le porte e i camminamenti che ne cingono la sommità. Legato per secoli alle vicende dello Stato della Chiesa e alla vocazione agricola del territorio, Staffolo è da sempre profondamente identificato con la coltivazione della vite e con la produzione del Verdicchio, che tra questi filari trova uno dei suoi terroir d’elezione. Il centro storico raccolto, con la piazza, le chiese e i palazzi in mattoni disposti a mezzacosta, custodisce l’atmosfera tranquilla dei borghi collinari marchigiani, dove le stagioni scandiscono il ritmo lento dei lavori nei campi, dalla potatura primaverile alla vendemmia d’autunno. Tutt’intorno si stende un dolce anfiteatro di vigne, oliveti e casolari, punteggiato di piccole pievi e strade bianche. Il profilo del campanile e delle torri si riconosce da lontano, segnale familiare nel mare ondulato delle colline. Insignito della Bandiera Arancione del Touring Club, Staffolo è oggi meta di enoturismo e di passeggiate panoramiche, apprezzato per il paesaggio di vigneti, per il buon vino e per l’ospitalità genuina delle sue cantine, che accolgono i visitatori tra degustazioni e antiche tradizioni contadine tramandate di generazione in generazione.

Cosa vedere

Il borgo si scopre passeggiando lungo le mura castellane, da cui si aprono panorami straordinari sulla Vallesina e sulle colline coltivate a vigneti. Da vedere la chiesa di San Francesco e le altre chiese del centro, ricche di opere d’arte, insieme ai palazzi in laterizio e alle porte della cinta muraria. Un luogo particolare è il Museo dell’Arte del Vino, che racconta la storia e le tecniche della viticoltura locale, cuore dell’identità di Staffolo. I vicoli e le piazzette invitano a passeggiate tranquille tra scorci pittoreschi, affacci improvvisi e angoli fioriti. Tutt’intorno si estende un paesaggio dolce di vigneti e cantine, ideale per itinerari enogastronomici e cicloturistici lungo le strade del Verdicchio, che attraversano colline ordinate e piccoli borghi rurali. La posizione panoramica e la vicinanza a Jesi, Cupramontana e agli altri borghi della vallata fanno di Staffolo un ottimo punto di partenza per scoprire il territorio del vino, tra storia, natura e sapori. Nelle giornate serene lo sguardo dai belvedere raggiunge il profilo dei monti dell’Appennino da un lato e la linea dell’Adriatico dall’altro, in un continuo dialogo tra terra e mare. Le passeggiate lungo i camminamenti, specialmente al tramonto, regalano una luce calda che accende il rosso dei mattoni e il verde dei filari, mentre nelle sere d’estate le piazzette si animano di feste, concerti e sagre dedicate al vino e ai prodotti della campagna circostante.

Cosa mangiare

La cucina di Staffolo è indissolubilmente legata al vino e ai sapori delle colline della Vallesina. Regina assoluta è la tavola dei primi fatti a mano: tagliatelle, cappelletti in brodo, passatelli e vincisgrassi, la ricca lasagna marchigiana dai molti strati. Tra i secondi il coniglio in porchetta, le carni arrosto e i salumi nostrani, in primo luogo il ciauscolo, accompagnati dai formaggi di pecora e dalle verdure di campo. Ma è il Verdicchio dei Castelli di Jesi il vero protagonista, bianco elegante e versatile dal caratteristico retrogusto di mandorla, che accompagna l’intero pasto ed è celebrato in ogni cantina del borgo, dalle versioni fresche e giovani a quelle più strutturate e invecchiate. Le verdure di campo, l’olio extravergine e il miele completano una dispensa genuina, arricchita dai funghi e dai frutti degli orti collinari. Tra i dolci si gustano ciambelloni, crostate e i biscotti della tradizione, ideali con un calice di passito o di vino cotto. Non mancano i lonzini, le conserve fatte in casa e il pane cotto a legna, memoria di una dispensa autosufficiente. Le sagre, in particolare quelle dedicate al vino e alla vendemmia, animano il borgo tra la fine dell’estate e l’autunno e offrono l’occasione di assaporare questi prodotti tipici in un’atmosfera conviviale, tra brindisi e ospitalità contadina. Nelle cantine scavate nel sottosuolo e nelle trattorie del centro il visitatore ritrova i gesti antichi della tavola marchigiana, dove ogni piatto racconta il legame profondo tra la comunità, la terra e le sue vigne.

Come arrivare

  • Stazione ferroviaria più vicina: Jesi (linea Roma–Ancona) – ca. 20 km
  • Aeroporto più vicino: Ancona-Falconara “Raffaello Sanzio” – ca. 40 km
  • Porto più vicino: Ancona – ca. 45 km
  • Borgo Bandiera Arancione: Serra San Quirico – ca. 25 km
  • Borgo Bandiera Arancione: Ostra – ca. 30 km

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