Altitudine
142 m s.l.m.
Coordinate
43° 56′ 27.56″ N
12° 46′ 22.73″ E

Altitudine
142 m s.l.m.
Coordinate
43° 56′ 27.56″ N
12° 46′ 22.73″ E
Via delle Mura 4
61012 Gradara (PU)
Italy
Tel.: +(39) 0541.964673
Fax: +(39) 0541.823364
www.comune.gradara.pu.it
info@gradarainnova.com
Referente
Filippo GASPERI
Mob.: +(39) 340.4668180
filippo.gasperi@comune.gradara.pu.it
Via Mancini, 23
61012 Gradara (PU)
Italy
Tel.: +(39) 0541.823901
Fax: +(39) 0541.964490
www.comune.gradara.pu.it
comune.gradara@provincia.ps.it
comune.gradara@emarche.it
Arroccata su un colle a pochi chilometri dall’Adriatico, Gradara è dominata dalla sua celebre Rocca, uno dei castelli medievali meglio conservati d’Italia. Il primo nucleo fortificato fu edificato dai Griffo intorno al XII secolo; furono poi i Malatesta, nel Trecento, ad ampliare la fortezza e a cingere il borgo con una doppia cinta muraria lunga quasi ottocento metri. Nel corso dei secoli Gradara passò agli Sforza, ai Della Rovere e infine allo Stato della Chiesa, restando sempre un presidio strategico conteso tra Marche e Romagna. Il borgo deve gran parte della sua fama alla tragica storia d’amore di Paolo Malatesta e Francesca da Polenta, immortalata da Dante nel V canto dell’Inferno: secondo la tradizione fu proprio tra queste mura che i due cognati amanti trovarono la morte per mano di Gianciotto. All’inizio del Novecento la Rocca, ormai in rovina, fu acquistata e sapientemente restaurata da Umberto Zanvettori, che le restituì l’aspetto fiabesco che ammiriamo oggi. Riconosciuto tra «I Borghi più belli d’Italia» e insignito della Bandiera Arancione del Touring Club, Gradara conserva intatta l’atmosfera del medioevo, tra torri, camminamenti di ronda, vicoli acciottolati e scorci che spaziano dalle colline al mare.
Cuore della visita è la Rocca di Gradara, con il ponte levatoio, le sale affrescate, la cappella con la pala robbiana e la celebre camera di Francesca, teatro della leggenda dantesca. Dai camminamenti di ronda sulle mura si gode un panorama straordinario che nelle giornate limpide arriva fino al mare e alla Romagna. Il borgo racchiuso entro la cinta muraria si scopre passeggiando lungo la via principale, tra botteghe, taverne e case in pietra, fino alla chiesa di San Giovanni Battista che custodisce un pregevole Crocifisso ligneo. Merita una sosta il Teatro dell’Aria, dedicato alla falconeria, e il Museo Storico con le sue collezioni di armi e strumenti di tortura. Fuori dalle mura, il Bosco di Paolo e Francesca offre una passeggiata romantica affacciata sulla fortezza, ideale per fotografare il profilo del castello. Nei dintorni si raggiungono facilmente la costa di Gabicce e Cattolica e il verde entroterra del Parco San Bartolo, per unire in un solo itinerario storia, natura e mare.
La cucina di Gradara è di confine, sospesa tra la tradizione marchigiana e quella romagnola. Regina della tavola è la pasta fatta a mano: tagliatelle, passatelli in brodo, cappelletti e i tipici «tagliolini con la bomba», serviti con ricchi ragù. Immancabile la piadina, calda e fragrante, farcita con salumi e formaggi locali. Tra i secondi spiccano il coniglio in porchetta, gli arrosti e la carne alla brace, accompagnati da verdure di stagione ed erbe spontanee. Non mancano i prodotti dell’entroterra, dall’olio extravergine ai formaggi, dal miele ai salumi nostrani. Nelle taverne del borgo si respira ancora l’atmosfera conviviale dei banchetti medievali, spesso rievocati durante le manifestazioni storiche. A dare carattere ai piatti è il vino dei Colli Pesaresi, mentre la vicinanza al mare porta in tavola anche il pesce dell’Adriatico, dal brodetto alle fritture. Tra i dolci, ciambelle, crostate e le dolcezze legate alle feste, da gustare a fine pasto insieme a un liquore di erbe della tradizione contadina.