Altitudine
493 m s.l.m.
Coordinate
43° 34′ N
12° 25′ E

Altitudine
493 m s.l.m.
Coordinate
43° 34′ N
12° 25′ E
Ufficio IAT / Pro Loco Apecchio
Piazza XX Settembre – 61042 Apecchio (PU)
Orari: (1 luglio–30 settembre) tutti i giorni 10:30-12:30 e 16:00-19:00; (1 ottobre–30 giugno) festivi e prefestivi 10:30-12:30 e 15:00-18:00
Tel.: 0722 99279
Email: iatapecchio@gmail.com – prolocoapecchio@gmail.com
Comune di Apecchio
Largo AVIS, 1 – 61042 Apecchio (PU)
Orari: lunedì, venerdì e sabato 8:30-13:30; martedì, mercoledì e giovedì 10:00-12:00
Tel.: 0722 989004 – Fax 0722 989006
PEC: comune.apecchio@emarche.it
Email: comune.apecchio@provincia.ps.it
Sito: comune.apecchio.ps.it
Adagiato nell'alta valle del Biscubio, ai piedi del Monte Nerone e a poca distanza dal massiccio dell'Alpe della Luna, Apecchio è un piccolo borgo dell'entroterra pesarese la cui storia affonda le radici nel Medioevo. Le prime testimonianze scritte risalgono al 1077, quando un documento attesta il dominio del vescovo-conte di Città di Castello, alla quale il territorio rimase a lungo legato. Il volto del paese porta però soprattutto l'impronta della famiglia Ubaldini, casata di origine fiorentina che nel XIII secolo prese saldamente il potere sull'intera vallata, governandola dapprima dal vicino Castello di Carda e facendo poi di Apecchio il cuore della propria contea. Furono gli Ubaldini a dare al borgo la sua fisionomia signorile, avviando la costruzione del maestoso Palazzo Ubaldini, su disegno attribuito a Francesco di Giorgio Martini, con l'elegante cortile porticato del 1515 sorretto da alte colonne dai capitelli ionici. A raccontare il passato più antico resta anche il caratteristico ponte medievale a schiena d'asino, edificato nel XIV secolo sul fiume Biscubio, che per secoli fu l'unica via d'accesso all'abitato. Passata poi nell'orbita del Ducato di Urbino e quindi dello Stato della Chiesa, la comunità conservò la propria vocazione agricola e forestale, legata ai boschi e ai pascoli di montagna. Oggi Apecchio unisce con orgoglio l'eredità medievale a una moderna identità: è infatti la prima Città della Birra d'Italia, riconoscimento che ne celebra la tradizione brassicola e la qualità delle sue limpide acque di sorgente.
Il cuore di Apecchio è il monumentale Palazzo Ubaldini, che si affaccia sul centro storico con il suo splendido cortile quadrato del 1515, circondato da un portico retto da otto alte colonne dai capitelli ionici, raro esempio di architettura rinascimentale in un contesto montano. Nei suggestivi sotterranei del palazzo trova sede il Museo dei Fossili e Minerali del Monte Nerone, autentico gioiello che custodisce una delle collezioni di ammoniti più ricche e preziose d'Europa. Il percorso espositivo conta oltre duemila reperti e conduce il visitatore alla scoperta di fossili, strumenti in selce lavorata, resti di orsi delle caverne e di elefanti preistorici, insieme a minerali di diverse regioni italiane. Passeggiando tra i vicoli in pietra del borgo si raggiunge la parte bassa dell'abitato, dove il caratteristico ponte medievale a schiena d'asino, costruito nel XIV secolo, scavalca con eleganza le acque del fiume Biscubio, regalando uno degli scorci più fotografati del paese. Ma Apecchio è anche una porta d'accesso privilegiata alla natura: tutt'intorno si estende il territorio del Monte Nerone, che sfiora i 1500 metri di quota, con le sue faggete, le grotte, i sentieri e i cieli tersi cari agli appassionati di astronomia, mentre a settentrione si profila il selvaggio massiccio dell'Alpe della Luna. Chi ama l'aria aperta troverà itinerari per escursioni, passeggiate a cavallo e in mountain bike, oltre a un paesaggio di boschi e pascoli che cambia colore a ogni stagione, incorniciando le antiche chiese e le case in sasso del borgo.
A tavola Apecchio racconta un territorio generoso, sospeso tra boschi, acque limpide e pascoli di montagna. Il paese è celebre per essere la prima Città della Birra d'Italia: qui, dove sgorgano le acque pure del Monte Nerone e maturano orzi di qualità, hanno messo radici rinomati birrifici artigianali, tra cui Amarcord e Tenute Collesi, che hanno reso Apecchio la capitale dell'alogastronomia, originale neologismo nato proprio in questi luoghi per indicare il felice connubio tra birra artigianale, prodotti tipici e territorio. L'altro grande protagonista è il tartufo, che il clima e i boschi circostanti regalano in ogni stagione: il pregiato bianco d'autunno, il nero pregiato invernale, il profumato bianchetto primaverile e lo scorzone estivo, celebrati ogni anno nella storica Mostra Mercato del Tartufo e dei Prodotti del Bosco, appuntamento del primo fine settimana di ottobre che anima il centro con banchi, degustazioni e profumi. La cucina locale è quella schietta e saporita dell'Appennino: tagliatelle tirate a mano, coniglio ripieno, saporite carni d'agnello, coratella e guazzetti, accompagnati da eccellenti salumi e formaggi di produzione contadina, funghi e altri frutti del sottobosco. A chiudere il pasto non può mancare il bostrengo, il dolce tradizionale del paese preparato con frutta secca e sapori antichi, a cui è dedicata perfino una festa. Il tutto, naturalmente, da gustare in abbinamento a un buon boccale di birra artigianale, autentica bandiera del gusto apecchiese.