Altitudine
661 m s.l.m.
Coordinate
43° 7′ 54.55″ N
13° 3′ 49.79″ E

Altitudine
661 m s.l.m.
Coordinate
43° 7′ 54.55″ N
13° 3′ 49.79″ E
Corso Vittorio Emanuele II, 21
62032 Camerino (MC)
Italy
Tel.: +(39) 0737.632534
Fax: +(39) 0737.632534
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Referente
Donatella PAZZELLI
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62032 Camerino (MC)
Italy
Tel.: +(39) 0737.634711
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Adagiata su un crinale tra le valli del Chienti e del Potenza, ai piedi dei Monti Sibillini, Camerino è un’antica città d’arte dal glorioso passato, dominata dai suoi campanili e affacciata su un vasto orizzonte di monti. Fu potente municipio romano e, nel medioevo, capitale di uno Stato retto per oltre due secoli dalla signoria dei Da Varano, che ne fecero un raffinato centro di cultura e potere, chiamando artisti e letterati alla loro corte. Nel 1336 vi fu fondata l’Università, tra le più antiche d’Europa, ancora oggi cuore pulsante della vita cittadina, che ogni anno richiama studenti da ogni parte. Passata poi allo Stato della Chiesa, Camerino conservò il rango di città vescovile e universitaria, mantenendo un ruolo di primo piano nell’entroterra. Il centro storico, di impianto medievale e rinascimentale, custodisce palazzi signorili, chiese, portali scolpiti e la mole della fortezza, tra vie in salita e piazze raccolte. Duramente colpita dal terremoto del 2016, la città è oggi impegnata in un paziente percorso di ricostruzione, che procede con cura restituendo a poco a poco i suoi tesori. Anche in questa fase delicata, la comunità non ha mai smesso di vivere e di animare i propri spazi. Insignita della Bandiera Arancione del Touring Club, Camerino resta un punto di riferimento culturale dell’entroterra, capace di unire storia, arte e tradizione universitaria in un paesaggio di grande suggestione appenninica, tra colline coltivate, boschi e le vette dei Sibillini che chiudono l’orizzonte.
Il cuore monumentale è il complesso del Palazzo Ducale dei Da Varano, sede universitaria, affacciato su ampi panorami verso i Sibillini, con i suoi cortili e le sale che ricordano lo splendore della corte rinascimentale. Poco distante si erge la Rocca Borgesca, fortezza voluta da Cesare Borgia, e la scenografica piazza Cavour, salotto cittadino su cui prospetta la cattedrale. Da vedere la chiesa di San Venanzio, dedicata al patrono, il Museo Archeologico e la Pinacoteca civica, che custodisce capolavori come opere di Carlo Crivelli, maestro del Rinascimento marchigiano. Numerose chiese, palazzi gentilizi, logge e scorci raccontano il passato ducale e universitario della città, tra vicoli in pietra e affacci improvvisi sulle montagne. A causa del sisma del 2016 alcuni monumenti sono ancora in restauro, ma il centro e i suoi dintorni conservano un fascino intatto, e la vita studentesca continua ad animare le vie. Le antiche sedi degli studi, i chiostri e le biblioteche testimoniano secoli di cultura e di ricerca, che ancora oggi rendono viva la città. Tutt’intorno si estende un paesaggio di colline e montagne, porta d’accesso al Parco Nazionale dei Monti Sibillini, ideale per escursioni, cicloturismo e itinerari tra borghi, abbazie, eremi e natura incontaminata dell’alto maceratese. Le passeggiate lungo i belvedere regalano ampi panorami che nelle giornate serene spaziano dalle vette innevate d’inverno ai verdi pascoli dell’estate, in un continuo mutare di luci e colori che accompagna le stagioni della montagna.
La cucina di Camerino è quella saporita dell’entroterra maceratese, ricca di paste fatte a mano e prodotti di montagna, frutto di una tradizione contadina e pastorale antica. Piatto principe sono i vincisgrassi, sontuosa lasagna al ragù della tradizione cotta al forno, insieme a tagliatelle, passatelli e tagliolini spesso arricchiti dal tartufo dei monti circostanti, che questi boschi regalano in più varietà nel corso dell’anno. Immancabile il ciauscolo, morbido salume spalmabile IGP, accompagnato dagli altri salumi nostrani e dai formaggi di pecora dei Sibillini, dal gusto intenso e profumato. Tra i secondi le carni arrosto, la cacciagione e i piatti a base di funghi, castagne e legumi delle valli. Nei giorni di festa non manca la crescia sfogliata, cotta sul testo e farcita con salumi ed erbe di campo, mentre il pane cotto a legna accompagna ogni portata. Rinomata è anche la produzione dolciaria, con il celebre torrone e i biscotti della tradizione, preparati soprattutto in occasione delle feste. A dare carattere ai piatti sono i vini dei Colli Maceratesi e il Rosso Piceno, prodotti nelle colline vicine. Le sagre e le feste, insieme alla vivace vita universitaria che porta in città energia e convivialità, animano le vie e offrono l’occasione di scoprire questi sapori genuini negli storici locali del centro e negli agriturismi delle colline circostanti, dove la tavola resta un momento di incontro e di ospitalità, scandito dal ritmo delle stagioni e dai prodotti dell’orto e del bosco.