Altitudine
203 m s.l.m.
Coordinate
43° 38′ 56.04″ N
13° 2′ 52.44″ E

Altitudine
203 m s.l.m.
Coordinate
43° 38′ 56.04″ N
13° 2′ 52.44″ E
Largo XVII Settembre 1860, n.1-2
60013 Corinaldo (AN)
Italy
Tel.: +(39) 071.67782 int
Fax: +(39) 071.7978043
www.corinaldo.it
iat1@corinaldo.it
Referente
Giacomo ANIBALDI RANCO
Mob.: +(39) 338.8482559
ft.giacomo_anibaldi@libero.it
Via del Corso, 9
60013 Corinaldo (AN)
Italy
Tel.: +(39) 071.67782
Fax: +(39) 071.7978042
www.corinaldo.it
info@corinaldo.it
comune.corinaldo@mypec.eu
Adagiata su un colle nella valle del Misa, a pochi chilometri da Senigallia, Corinaldo è celebre per la sua cinta muraria quattrocentesca, tra le più imponenti e meglio conservate delle Marche, lunga quasi un chilometro e punteggiata di torri e baluardi. Di origine antica, il borgo fu ricostruito e fortificato dopo le distruzioni medievali e divenne un fedele possedimento dello Stato della Chiesa, che ne finanziò le possenti difese. Le mura resistettero anche all’assedio del 1517, episodio che alimentò l’orgoglio cittadino e divenne parte della memoria collettiva del borgo. Patria di Santa Maria Goretti, Corinaldo custodisce un centro storico intatto, con la scenografica scalinata del Pozzo della Polenta, legata a una celebre leggenda popolare che ancora oggi anima le tradizioni locali. Riconosciuto tra «I Borghi più belli d’Italia» e insignito della Bandiera Arancione, il borgo è oggi noto anche come capitale italiana di Halloween, grazie alla grande Festa delle Streghe che ogni autunno anima le sue vie, unendo tradizione, folklore e spettacolo in una cornice medievale di rara suggestione. Attorno al colle si distende un paesaggio di dolci colline coltivate a vigneti e a grano, che digrada verso la costa adriatica, un territorio armonioso dove la storia delle fortificazioni si intreccia con quella contadina, tra casolari, filari e antiche strade di crinale. Passeggiare lungo il camminamento delle mura, tra torri e baluardi, significa leggere a cielo aperto secoli di storia, in un borgo che ha saputo custodire memoria, fede e tradizioni popolari.
Il monumento simbolo sono le mura, percorribili lungo i camminamenti di ronda, con la Torre dello Sperone e le porte d’accesso al borgo, che ancora oggi accolgono il visitatore come un tempo. All’interno, la celebre Piaggia con la scalinata del Pozzo della Polenta è lo scorcio più fotografato, insieme ai vicoli e alle piazze del centro storico, dove ogni angolo racconta secoli di storia. Da vedere il Santuario di Santa Maria Goretti, le chiese barocche, il teatro Carlo Goldoni e i palazzi gentilizi che testimoniano la ricchezza passata della comunità. Musei e collezioni raccontano la storia e le tradizioni locali, tra arte sacra, memorie civiche e cultura popolare. Nei dintorni si aprono dolci colline coltivate a vigneti, tra cui quelli del Verdicchio, ideali per itinerari enogastronomici e cicloturistici lungo strade panoramiche immerse nella campagna. La vicinanza a Senigallia e alla costa adriatica permette di unire in un solo viaggio borgo, mare e campagna, mentre le feste in costume e la Festa delle Streghe regalano un’esperienza unica tra storia e folklore. Passeggiare tra le mura al tramonto, quando la luce accende il mattone delle torri, è uno dei modi più suggestivi per cogliere l’anima autentica di questo borgo murato, custode di un patrimonio raro. Nei vicoli e nelle piazze, tra botteghe artigiane e locali accoglienti, si respira la vita tranquilla di una comunità legata alle proprie tradizioni, che nel corso dell’anno anima le vie con feste, cortei in costume e manifestazioni popolari.
La cucina di Corinaldo è quella genuina della vallata del Misa, ricca di paste fatte a mano e di sapori contadini, frutto di una tradizione tramandata nelle cucine di famiglia. Tra i primi spiccano i cappelletti in brodo, le tagliatelle e i vincisgrassi, ricca lasagna della tradizione marchigiana, protagonista dei giorni di festa. Non mancano carni arrosto, coniglio in porchetta e salumi nostrani, tra cui il celebre lonzino di fico, dolce specialità a base di fichi secchi tipica del territorio. I formaggi, le olive e le verdure di campo completano una tavola semplice e saporita, legata al ritmo delle stagioni e ai prodotti dell’orto. A fare da cornice sono i grandi vini delle colline circostanti, in primo luogo il Verdicchio dei Castelli di Jesi e la Lacrima di Morro d’Alba, prodotti nei territori vicini e celebrati nelle cantine locali. Tra i dolci si gustano crostate, ciambelloni e i biscotti della tradizione. Le numerose sagre e la vivace Festa delle Streghe offrono l’occasione di assaporare questi prodotti tipici in un’atmosfera di festa, riscoprendo l’ospitalità e i ritmi autentici della campagna marchigiana, dove la tavola resta un momento di condivisione e di incontro tra generazioni, capace di raccontare in ogni piatto il legame profondo tra la comunità e la sua terra. Nelle trattorie e negli agriturismi delle colline si ritrovano ancora i profumi e i gesti della cucina di un tempo, dalle paste tirate con il mattarello al pane cotto a legna, in una cucina semplice e generosa che riflette l’anima ospitale di questo borgo.