Altitudine
631 m s.l.m.
Coordinate
43° 22′ N
13° 13′ E

Altitudine
631 m s.l.m.
Coordinate
43° 22′ N
13° 13′ E
Ufficio I.A.T. – Pro Loco Cingoli
Via Luigi Ferri, 17 (presso Porta Pia) – 62011 Cingoli (MC)
Orari: lun-ven 9.30-12.00 e 16.00-18.30; sabato e festivi 9.30-12.30 e 16.00-19.00
Tel.: 0733 602444
email info@prolococingoli.it
sito www.prolococingoli.it
Comune di Cingoli
Piazza Vittorio Emanuele II, 1 – 62011 Cingoli (MC)
Orari: lun 10.00-13.00 e 15.30-18.00; mar, mer e ven 10.00-13.00; gio 15.30-18.00; sab 9.00-13.00
Tel.: 0733 601903
email info@comune.cingoli.mc.it
PEC: protocollo@pec.comune.cingoli.mc.it
sito www.comune.cingoli.mc.it
Adagiata a 631 metri sul crinale del colle Circe, in provincia di Macerata, Cingoli è nota come il Balcone delle Marche: dal suo belvedere lo sguardo abbraccia la valle del Musone, le acque del lago di Castreccioni e un orizzonte che nelle giornate limpide spazia dal promontorio del Conero e dall'Adriatico fino ai profili innevati del Gran Sasso e dei Monti Sibillini. Le sue origini affondano nell'antichità: l'abitato è erede dell'antica Cingulum, municipio romano legato alla figura di Tito Labieno, luogotenente di Cesare, che qui avrebbe fatto edificare la rocca. Dalla metà del VI secolo la città è sede di una diocesi guidata dal vescovo Sant'Esuperanzio, poi divenuto patrono cittadino, e nel Medioevo conosce la stagione del libero Comune prima di entrare nell'orbita dello Stato della Chiesa. Il legame con la storia pontificia è profondo: proprio a Cingoli, dalla nobile famiglia Castiglioni, nacque Francesco Saverio Castiglioni, che nel 1829 salì al soglio di Pietro con il nome di Pio VIII. In suo onore, nel 1835, fu innalzata la scenografica Porta Pia. Attraversata dai secoli, la località ha conservato intatto il proprio impianto medievale, con porte urbiche, chiese e palazzi gentilizi che raccontano un passato di fede e di potere. Cinto di mura e di vicoli in pietra, il suo centro storico di rara compattezza le è valso nel 2026 il titolo di Borgo dei Borghi: una meta che unisce arte, memoria e paesaggio, tra il fascino severo dell'entroterra e la dolcezza delle colline marchigiane.
Il cuore di Cingoli si scopre passeggiando tra le vie lastricate del centro storico, fra torri, palazzi nobiliari e scorci panoramici che giustificano l'appellativo di Balcone delle Marche. Simbolo della città è la Collegiata di Sant'Esuperanzio, eretta a partire dal Duecento in arenaria e brecciato rosa: la facciata romanico-gotica introduce a un interno che conserva affreschi, sculture e pregevoli opere d'arte. Tappa imprescindibile è il Palazzo Comunale, che custodisce il capolavoro di Lorenzo Lotto, la Madonna del Rosario del 1539, dove il pittore veneziano ritrasse la stessa Cingoli in una veduta sorprendentemente realistica, quasi una fotografia del borgo del Cinquecento. La visita prosegue nel Museo Archeologico Statale, che raccoglie i reperti del vicino sito di Moscosi risalenti all'età del Bronzo, e nella Pinacoteca comunale intitolata a Donatello Stefanucci. Tra le testimonianze del legame con Pio VIII spiccano la monumentale Porta Pia, innalzata nel 1835, e il palazzo che diede i natali al pontefice. Numerose sono le chiese e i luoghi di culto disseminati nel tessuto urbano, e passeggiare tra vicoli, piazze e giardini panoramici svela l'armonia di un borgo rimasto fedele alla propria dimensione storica. Poco distante, il grande lago di Castreccioni, il più esteso specchio d'acqua artificiale delle Marche, offre passeggiate, sport e quiete immersi nel verde. Al tramonto, dai belvedere cittadini, il panorama sull'Adriatico e sui monti regala uno degli spettacoli più memorabili dell'intera regione.
La tavola di Cingoli racconta l'anima contadina dell'entroterra marchigiano, fatta di sapori schietti e di lunghe tradizioni. Protagonista assoluto è il ciauscolo, morbido e spalmabile salume di maiale profumato che qui ha ottenuto una propria Denominazione Comunale, affiancato da una ricca varietà di salumi e insaccati locali. Dalle colline arriva un olio extravergine pregiato, ottenuto anche dalla rara oliva Mignola, mentre gli orti offrono il cardo, il gobbo che è tra i protagonisti della cucina maceratese. Tra i piatti tipici non mancano i calcioni e la pizza di formaggio, preparazione legata alle feste, accanto ai grandi classici della tradizione regionale come i vincisgrassi, ricca lasagna al forno, e le carni cucinate in umido secondo antiche ricette. Il finale è affidato ai dolci, custodi di memorie secolari: la serpe, il cavalluccio ripieno e la ciambella accompagnano volentieri un bicchiere di vino del territorio. Le colline circostanti, comprese tra i Colli Maceratesi e la vicina Vallesina, producono bianchi profumati come il Verdicchio e il Maceratino, insieme a rossi armoniosi ideali per accompagnare formaggi e salumi. Osterie, trattorie e agriturismi propongono queste specialità in un'atmosfera conviviale, spesso valorizzate dalle sagre che scandiscono le stagioni: sedersi a tavola a Cingoli significa gustare, in ogni portata, il paesaggio, la storia e la genuinità di un borgo che ha fatto della buona cucina un tratto identitario.