Stemma di Frontino

Altitudine
519 m s.l.m.

Coordinate
43° 45′ 52.31″ N
12° 22′ 40.55″ E

Ufficio turistico

Corso Giovanni XXIII, 3
61021 Frontino (PU)
Italy

Tel.: +(39) 0722.71131
Fax: +(39) 0722.71342

www.comune.frontino.pu.it
comune.frontino@provincia.ps.it

Referente
Roberta RAGGI
Tel.: +(39) 0722.71131-1
Mob.: +(39) 338.4720245
comune.frontino@provincia.ps.it

Comune

Corso Giovanni XXIII, 3
61021 Frontino (PU)
Italy

Tel.: +(39) 0722.71131
Fax: +(39) 0722.71342

www.comune.frontino.pu.it
comune.frontino@provincia.ps.it
comune.frontino@emarche.it

Anche l'occhio vuole la sua parte

Dai uno sguardo a qualche foto della città

Cosa sapere

Piccolo gioiello del Montefeltro, Frontino sorge su uno sperone roccioso ai piedi del Monte Carpegna, in una posizione strategica che ne fece nel medioevo un caposaldo conteso tra i Malatesta e i Montefeltro. Il borgo, tra i più piccoli d’Italia, conserva intatto l’impianto medievale, con la cinta muraria, la torre civica e i vicoli in pietra che si aprono su ampi panorami verso l’Appennino. Legato per secoli al vicino convento francescano di Montefiorentino, uno dei più antichi delle Marche, Frontino fu feudo dei Montefeltro e poi dei Della Rovere, seguendo le sorti del Ducato di Urbino fino al passaggio allo Stato della Chiesa. L’antico mulino sul torrente Mutino testimonia la vocazione rurale e artigiana della comunità, che per generazioni ha vissuto di agricoltura, pastorizia e piccolo artigianato. Le stagioni scandiscono ancora oggi la vita del paese, tra i colori accesi dell’autunno nei boschi e il silenzio ovattato dell’inverno appenninico. Riconosciuto tra «I Borghi più belli d’Italia» e insignito della Bandiera Arancione del Touring Club, Frontino è oggi un luogo silenzioso e autentico, dove il tempo sembra essersi fermato tra sacro, natura e memoria contadina, ideale punto di partenza per escursioni nel Parco del Sasso Simone e Simoncello, tra crinali, faggete e antichi sentieri che raccontano la storia di una terra di confine, sospesa tra le Marche, la Romagna e la Toscana, dove la pietra, i boschi e la fede hanno plasmato per secoli il volto di questo minuscolo borgo appenninico.

Cosa vedere

Il cuore del borgo è la piazza con la torre civica e il palazzo comunale, da cui si diramano i vicoli acciottolati racchiusi dalle mura, un dedalo raccolto di scorci in pietra dove ogni angolo custodisce il sapore antico del Montefeltro. Poco fuori dall’abitato sorge il convento di Montefiorentino, con la splendida Cappella dei Conti Oliva, capolavoro rinascimentale che custodisce pale d’altare e monumenti funebri di pregio, testimonianza della lunga presenza francescana nella valle. Da vedere l’antico Mulino di Ponte Vecchio, restaurato, che racconta la civiltà contadina della valle del Mutino e le fatiche di un’economia legata all’acqua e alla terra. Il territorio è dominato dalla mole del Monte Carpegna e dal Parco naturale del Sasso Simone e Simoncello, paradiso per il trekking, la mountain bike e l’avvistamento della fauna appenninica, tra cervi, caprioli e rapaci che popolano boschi e pascoli d’altura. Dai belvedere del borgo lo sguardo spazia sulle crete e sui boschi del Montefeltro, con scorci che nelle giornate limpide raggiungono San Marino e il crinale dei monti, in un panorama che muta con le stagioni e con la luce. Frontino è inoltre punto di sosta lungo gli itinerari che collegano i castelli e i borghi fortificati dell’entroterra, un mosaico di rocche, pievi e antichi sentieri che invitano a scoprire con calma un territorio ricco di storia, spiritualità e natura incontaminata, lontano dai ritmi frenetici della modernità.

Cosa mangiare

La tavola di Frontino è quella schietta della montagna montefeltrina, fatta di sapori decisi e prodotti genuini, frutto di una tradizione contadina tramandata di generazione in generazione. Regina è la crescia sfogliata, cotta sul testo e farcita con salumi ed erbe, accompagnata dai salumi nostrani come il prosciutto e il salame. Tra i formaggi spicca il celebre formaggio di fossa, stagionato nelle grotte di tufo, dal gusto intenso e inconfondibile. I primi piatti sono quelli della tradizione: tagliatelle, passatelli e maccheroncini conditi con ragù o con il tartufo, che questi boschi regalano in più varietà lungo il corso dell’anno. Non mancano funghi porcini, castagne e piatti di cacciagione, insieme a zuppe di legumi e verdure di campo, cucinate secondo ricette semplici e antiche. A completare la dispensa, il miele, le confetture e l’olio delle colline, prodotti che raccontano il legame profondo tra la comunità e la sua terra. I dolci sono quelli semplici delle case contadine, dalle crostate ai biscotti, spesso accompagnati da un bicchiere di vino dei colli, magari davanti al camino nelle lunghe sere d’inverno. Le sagre e le feste del borgo, che seguono il ritmo delle stagioni e delle ricorrenze religiose, sono l’occasione migliore per assaporare questi prodotti in un’atmosfera conviviale e autentica, tra i profumi della cucina di un tempo e l’ospitalità genuina di una piccola comunità di montagna che ha saputo custodire intatti i propri sapori e le proprie usanze, tramandate con orgoglio di generazione in generazione.

Come arrivare

  • Stazione ferroviaria più vicina: Pesaro (linea Adriatica) – ca. 60 km
  • Aeroporto più vicino: Rimini “Federico Fellini” – ca. 60 km
  • Porto più vicino: Pesaro – ca. 60 km
  • Borgo Bandiera Arancione: Mercatello sul Metauro – ca. 22 km
  • Borgo Bandiera Arancione: Mondavio – ca. 55 km

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