Altitudine
235 m s.l.m.
Coordinate
43° 14′ N
13° 11′ E

Altitudine
235 m s.l.m.
Coordinate
43° 14′ N
13° 11′ E
Pro Loco – IAT, Piazza del Popolo, 43 – 62027 San Severino Marche (MC)
Orari: da ottobre a giugno 9:00–12:30 / 16:00–19:00 (lunedì chiuso, salvo festivi); da luglio a settembre 9:00–13:00 / 15:30–19:15
Tel.: 0733 638414
email info@prolocossm.sinp.net
sito www.prolocossm.sinp.net
Comune di San Severino Marche, Piazza del Popolo, 45 – 62027 San Severino Marche (MC)
Tel.: 0733 6411 (centralino)
email info@comune.sanseverinomarche.mc.it
PEC protocollo.comune.sanseverinomarche@pec.it
sito www.comune.sanseverinomarche.mc.it
Adagiata nella media valle del fiume Potenza, ai piedi del Monte Nero, San Severino Marche custodisce una storia lunga e stratificata che affonda le radici nell'antica Septempeda, municipio romano sorto lungo la via consolare che collegava l'entroterra all'Adriatico. Dopo la decadenza della città antica, gli abitanti si rifugiarono sull'altura del Castello, dando origine al nucleo medievale fortificato che ancora oggi domina l'abitato con le sue mura, le porte e le due torri simbolo: quella del Comune, con il leone rampante ghibellino, e il campanile del Duomo Vecchio. Il periodo di massimo splendore coincise con l'età comunale e con la signoria degli Smeducci, tra Duecento e Quattrocento, quando la cittadina divenne un vivace centro d'arte. Proprio qui fiorì una fortunata scuola pittorica che ebbe nei fratelli Salimbeni, Lorenzo e Jacopo, e più tardi in Lorenzo d'Alessandro i suoi interpreti più celebri, lasciando affreschi e tavole di raffinata eleganza tardogotica. Il tessuto urbano si divide tra la parte alta, quella del Castello, e la città bassa cresciuta attorno alla straordinaria Piazza del Popolo. Insignita della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano, riconoscimento riservato ai piccoli borghi dell'entroterra di eccellenza turistica e ambientale, la città invita a un viaggio nella cultura marchigiana, tra memorie romane, fervori medievali e silenzi di colline coltivate a ulivi e vigne, custodendo un patrimonio di chiese, palazzi e musei che ne raccontano i secoli.
Il cuore di San Severino Marche è la scenografica Piazza del Popolo, una delle più suggestive delle Marche: una vasta piazza porticata dall'insolita forma ellittica, lunga oltre duecento metri, incorniciata da eleganti portici e palazzi che le conferiscono un respiro quasi teatrale. Su di essa si affacciano il Palazzo comunale e la Torre, mentre poco distante svetta il Teatro Feronia, gioiello ottocentesco all'italiana. Salendo verso l'alto si raggiunge il Castello, l'antico nucleo medievale sul Monte Nero, dove tra le mura si conservano le due torri simbolo della città e il Duomo Vecchio, fondato in epoca romanica e custode delle spoglie del patrono e di un pregevole coro ligneo rinascimentale avviato da Domenico Indivini. Nella città bassa il Duomo Nuovo e la chiesa di San Lorenzo in Doliolo, con la cripta e gli affreschi, testimoniano la lunga vicenda religiosa del borgo, mentre poco fuori le mura si incontra il rinascimentale santuario di Santa Maria del Glorioso. Imperdibile è la Pinacoteca comunale intitolata a Pietro Tacchi Venturi, che raccoglie capolavori dei fratelli Salimbeni, di Lorenzo d'Alessandro, del Pinturicchio e di Vittore Crivelli, offrendo un percorso tra le stagioni più alte dell'arte marchigiana. Completano il quadro il Museo archeologico, che narra la vicenda di Septempeda, e la chiesa di San Domenico. Attorno, un paesaggio di colline e antiche pievi accompagna passeggiate e itinerari, mentre le vie del centro storico invitano a scoprire scorci, portali e dettagli che raccontano la nobile anima artistica della città.
La tavola di San Severino Marche riflette la generosa tradizione contadina dell'entroterra maceratese, fatta di sapori schietti, paste tirate a mano e sapiente lavorazione delle carni. Regina della cucina locale è la pasta all'uovo: i vincisgrassi, ricca lasagna della tradizione marchigiana con sottili sfoglie stratificate, besciamella e un saporito ragù di carni miste e rigaglie, sono il piatto delle grandi occasioni, accanto ai tagliolini e ai cappelletti in brodo. Tra i salumi spicca il ciauscolo, morbido e spalmabile insaccato tipico, insieme a lonza, salame e coppa di produzione artigianale, spesso serviti con la crescia, la focaccia locale cotta sulla brace. I formaggi pecorini, i legumi e le verdure dell'orto completano una gastronomia legata alle stagioni, arricchita dai funghi e dal tartufo dei boschi circostanti. Sul versante dolce, i calcioni, ravioli ripieni di pecorino, uova, zucchero e scorza di limone, uniscono in modo sorprendente il sapore salato e quello zuccherino, mentre il lonzino di fico, presidio della tradizione, impasta fichi secchi, mandorle e noci in un rotolo profumato da gustare a fine pasto. Non mancano i biscotti e i dolci delle feste, accompagnati dai vini delle colline marchigiane. Passeggiando tra i portici della Piazza del Popolo, tra botteghe, forni e piccoli locali del centro, il visitatore può assaporare una cucina autentica e conviviale, che racconta la terra, il lavoro e il gusto genuino di una comunità profondamente legata alle proprie radici.